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SENSAZIONI ED EMOZIONI



Specialmente la sera, avverto la necessità irrefrenabile di scrivere le mie sensazioni e di poterle condividere virtualmente in questa "sala di scrittura" con altre persone come Lorena, Iris, Silvia, Marcella e tutte le altre che con estrema dignità esprimono le loro sensazioni e i loro dolori e mi hanno particolarmente emozionato a tal punto che proprio scorrendo la lettura dei loro pensieri non mi ero accorta che le lacrime stavano lentamente scendendo sul mio viso.
Mi sento particolarmente fragile, ma nello stesso tempo consapevole di essere sola a combattere questa tremenda malattia e nonostante il tempo passato, non riesco ancora a darmi per vinta e a subire la sconfitta che la mia mamma sia stata sopraffatta da questa malattia.
Mi sento un po' come Sancho Panza in lotta contro i mulini a vento, ma voglio talmente bene alla mia mamma che sarei disposta a qualsiasi sacrificio pur di riaverla magari per poco tempo bella come prima, amabile come prima, comprensiva e presente come sempre è stata con me. Non potete capire quanto il mio cuore sia lacerato dal dolore, di quanto sia angosciata al solo pensiero di un suo ulteriore peggioramento.
La scorsa domenica l'ho vista talmente affaticata che ho avvertito una sensazione di vuoto totale, non descrivibile con parole precise che possano esprimere tale sentimento, il suo viso non mi sembrava più quello disteso della mia mamma ed ho tremato al solo pensiero di poterla perderla per sempre.
Colgo l'occasione per ringraziare sentitamente l'associazione Alzheimer che mi ha sempre dimostrato vicinanza e sostegno, magari anche solo con la cortesia e la gentilezza che la contraddistingue. Perdonate lo sfogo, sono sicura che solo persone come voi possono capire il dolore, l'amarezza, la solitudine e l'isolamento nei quali le famiglie come noi si trovano.
Grazie a tutti voi, spero vivamente che un giorno questa malattia possa essere sconfitta e confido ancora nell'aiuto delle Istituzioni affinché possano comprendere di quanto aiuto morale e materiale la famiglia di un malato di Alzheimer possa aver realmente bisogno.

Alessandra Roazzi


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Ultimo aggiornamento di questa pagina 31 gennaio 2009