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Al 1° Compleanno del Caffè Alzheimer di Imola
Alzheimer Imola ha celebrato il primo anno di attività del Caffè Alzheimer e
alcuni partecipanti hanno voluto esprimere i loro pensieri



Marina
Questa malattia è entrata nella nostra famiglia come un cancro e l’ha distrutta. Dobbiamo lottare con tutti: coi medici che non ci danno importanza come famigliari e con le persone che pensano che sia un morbo e stanno a distanza per non infettarsi. Non si può parlare con nessuno perché nessuno ti capisce.

Marco
E’ vita difficile, ma è comunque vita.
E’ come un fiume in piena ed occorre starci dentro. Dicono di questa malattia che “Tanto non si guarisce”. Però si cura, ci si prende cura. Nelle nostre mani c’è la qualità di vita di una persona. Dobbiamo avere la voglia di superare le difficoltà, la vergogna, l’ignoranza degli altri.
La base di tutto è l’accettazione. Alcune volte ho pensato di non farcela.
Allora ho deciso di venire al gruppo ed ascoltare chi ci è riuscito e allora ho pensato che se ci è riuscito lui ci riuscirò anch’io e così via.

Antonietta
Ringrazio tutti voi per ciò che avete detto questa sera, sono molto contenta di aver partecipato a questo incontro.

Monica
E’ passato un anno dall’avvio ufficiale del Caffè Alzheimer. Abbiamo percorso un po’ di strada insieme ma questa è la prima volta che ci fermiamo per guardare cosa abbiamo lasciato alle nostre spalle.
Ricordo l’inaugurazione dell’anno scorso (era piovuto, come oggi). Ci siamo ritrovati in cerchio, ci siamo conosciuti. Le prime emozioni che abbiamo avvertito sono state l’amicizia e la comprensione reciproca, l’idea di non essere soli. Probabilmente sono state queste emozioni profonde a spingere i primi partecipanti a ritornare, insieme alla più razionale ricerca di informazioni utili.
La prima parte del nostro cammino è stata proprio dedicata alla ricerca e alla condivisione di informazioni mediche, nel tentativo di dare una spiegazione agli strani comportamenti che i nostri cari malati mettono in atto.
Abbiamo anche attraversato un periodo difficile, durante il quale nessuna nuova persona è venuta a conoscerci ed il gruppo stabile dei partecipanti cominciava a sentire la stanchezza e ad avere voglia di allargare il cerchio per ricevere nuovi stimoli.
Proprio nell’affrontare questo momento critico, secondo me, si è creato il vero gruppo. Infatti abbiamo messo in gioco la nostra creatività ed abbiamo riflettuto su quali modalità potevano essere più opportune per allargare il gruppo. Abbiamo deciso di invitare alcuni esperti, di distribuire volantini, di diffondere il calendario degli incontri sui giornali locali. Ma soprattutto abbiamo deciso di non mollare, di continuare a frequentarci, di affrontare la salita in gruppo.
In questo anno insieme ho sentito una crescita costante del gruppo, una presa di consapevolezza individuale, un immenso arricchimento personale. Siamo passati da richieste di delega (“vengo qui per capire cosa gli altri possono fare per la mia situazione”) ad una condivisione di esperienze pratiche e soprattutto emotive. Il passaggio da una mentalità passiva ad una attiva e propositiva mi sembra l’esito più rilevante del percorso fatto finora.
Quello che provo guardandovi oggi è la voglia di costruire ancora tanto insieme.

Franco
Chiunque di noi può dare qualcosa agli altri. Mi raccomando tornate tutti perché è bello essere un gruppo numeroso.

Marina, Marco, Antonietta, Monica, Franco


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Ultimo aggiornamento di questa pagina 14 febbraio 2009