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Un giorno mi disse "Mi insegni a leggere?"



Mia mamma aveva 47 anni quando ha smesso di soffrire. E' stato l'Alzheimer a cancellare la sua esistenza, a rendere la sua vita solo un'ombra di quella che noi consideriamo vita, a condannarla senza ALCUNA possibilità di appello.
Elie Wiesel diceva che l'Alzheimer è come quando da un libro strappiamo una pagina, poi un'altra e un'altra ancora. Finché non ci sono più pagine e resta soltanto la copertina.
Ma credo che sia ancora peggio, se possibile.
L'Alzheimer ha annullato tutto, ha cancellato tutto, i suoi ricordi, il suo essere persona, il suo essere la mia mamma.
Ricordo poco di lei prima, quando stava bene, insegnava in una scuola materna, era bella...poi è arrivata la malattia, aveva 42, forse 43 anni, io ero poco più che un adolescente.
Ero in gita, ad Assisi,quando mio padre me lo disse, ma mai e poi mai avrei immaginato quanto rimarrà per sempre impresso nei miei occhi: un incubo diventato realtà.
Non sapeva più chi era, non sapeva più mangiare, bere, lavarsi... A volte cercava la sua bambina, ed io ero lì, impietrita, davanti a lei.
Un giorno mi disse "Mi insegni a leggere?", qualche minuto dopo era già persa, lo sguardo lontano ...a volte, disperata, si chiedeva che vita fosse quella ...ma era solo un pensiero fulmineo, poi tornava in quel "buio", in quel niente cui l’Alzheimer porta.
Mia mamma se ne è andata 8 anni fa, ma il mio dolore non trova pace.

Isabella Cassinari


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