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"A PITTY"



"a Pitty"...inizia così anche il libricino della mia messa nuziale.
Pitty è affetta da questo morbo da più di 15 anni ormai, al tempo in cui si ammalò ne aveva 45, 3 figli adolescenti ed 1 marito.
Pitty oggi è nella sua casa, nella sua camera, nel suo letto...quasi immobile. Viene seguita in tutte le funzioni normali che ognuno di noi svolge quotidianamente: lavarsi, mangiare, girarsi, pettinarsi, lavarsi i denti, andare di corpo etc. Viene seguita dai suoi familiari di giorno e di notte, con tutto quello che il morbo non le fa mancare: crisi respiratorie, piaghe da decubito, crisi epilettiche. Il giorno per lei è la notte e la notte il giorno...così anche per il marito.
Pitty è tornata bambina...camminava, parlava, si emozionava da adulta, poi ha iniziato a chiamare la figlia "mamma" ed il marito "papà" e da quel momento non ha più riconosciuto i suoi cari. Oggi si muove raramente, apre gli occhi istintivamente e sorride tra se e se. Al suo orecchio vengono ogni giorno sussurrate parole di conforto e amore, le sue mani vengono tenute al caldo dalla sua famiglia.
Non è sola. Non è sola nonostante il vuoto che le "amicizie" hanno creato intorno a lei. Un'amica così per molti non è più un'amica...fortunatamente per una persona non lo è stato.
Pitty sta lottando ogni giorno per poterlo vivere e svegliarsi quello dopo. Con la sua malattia ha scandito i minuti, le ore ed i giorni della sua famiglia, vivono tutti per lei per la sua battaglia che comunque sia sarà la sua vittoria.
Voglio dire GRAZIE al SIGNORE per aver dato a me ed ai miei fratelli dei genitori come loro.

Roberta


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