Milano, 21 giugno 2007 - Secondo il Rapporto Demenza 2006,
pubblicato da Alzheimer Europe, si calcola che le persone affette da demenza siano 6,4 milioni nei 31
Paesi europei considerati (25 Stati membri dell’Unione Europea più Bulgaria, Islanda, Norvegia, Romania, Svizzera e Turchia).
Per quanto riguarda il nostro Paese il numero nel 2005 è
risultato essere compreso tra 820.462 e 905.713. In termini percentuali ciò significa che in Italia
la prevalenza della demenza è compresa tra l’1,4% e l’1,55% sul totale della popolazione.
E queste cifre sono destinate a raddoppiare entro il 2050.
Sino ad oggi la malattia di Alzheimer non è stata
oggetto di adeguate politiche socio-sanitarie se si considera che, in Europa, solo il 44% dei malati
ottiene l’assistenza a domicilio e solo il 33% l’assistenza di sollievo. E’ perciò la famiglia che, oltre
a sopportare quasi sempre sola il peso, la responsabilità e il carico di un’assistenza sfibrante, sostiene
anche un pesante fardello finanziario: il 66% deve contribuire al costo del ricovero e il 65% a quello
dell’assistenza domiciliare.
A fronte di questi numeri le associazioni Alzheimer europee
hanno presentato al Parlamento Europeo la Dichiarazione di Parigi, con cui si chiede all’Unione Europea, al Parlamento Europeo, all’Organizzazione Mondiale della Sanità e ai Governi Nazionali di riconoscere che la malattia di Alzheimer è una priorità di sanità pubblica e di avviare programmi socio sanitari e di ricerca scientifica adeguati alla gravità della situazione.
Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia che riunisce e coordina 47 associazioni che si
occupano della malattia e a livello nazionale e locale. lancia un appello al Governo Italiano affinché prenda
coscienza dell’aggravarsi del problema nel nostro Paese e programmi politiche sanitarie che tengano conto delle sue
reali dimensioni. “Nel nostro paese è urgente migliorare i servizi creando una rete assistenziale intorno al malato e
alla sua famiglia che non li lasci soli ad affrontare il lungo e difficile percorso di malattia”.
Una prima risposta a questo appello è venuta dal Ministro della Salute
on. Livia Turco che ha aperto un Tavolo di lavoro sulle demenze collegato alla Commissione Ministeriale
sulle cure primarie e l’integrazione socio-sanitaria con la finalità di stilare un ordine di priorità dei problemi, indicare soluzioni possibili, avviare sperimentazioni pilota e
puntare alla elaborazione di un progetto obiettivo. |